Il migliore dei mondi possibili

Ho sempre pensato che in una certa misura la musica possa contribuire a cambiare il mondo. Quando dico la musica, penso a qualcosa che va al di là di facili etichette. Mi riferisco infatti a qualcosa di assolutamente “meta”, universale, transculturale ecc…un codice in poche parole in grado di attraversare tutto, barriere, frontiere, tempo spazio e che tutti, al di la delle proprie appartenenze culturali, sociali, di razza, genere età ecc…possono recepire, accogliere.

Questa peculiarità può far si che il mio tentativo o il mio impegno a cambiare possa in minima parte essere facilitato, ma purtroppo essa di per sé non è una condizione sufficiente, né necessaria.

Se provo ad individuare nella storia stessa della musica sia pur dei lontani o pallidi tentativi al cambiamento delle cose, al cambiamento del mondo, questa storia stessa ci smentirebbe e ci deluderebbe.

Per cui sono costretto a riproporre la mia convinzione senza alcuna conferma dimostrativa. Anzi sembrerebbe vero proprio il contrario, poiché è l’evidenza delle cose, di quello status quo perdurante e pronto a riconfermarsi gattopardianamente, a parlare ed a dirci che nessuno può cambiare alcunché, ed è il mondo che cambia e ti cambia.

Questa conclusione sembra assolutamente certa e nessuno oserebbe discuterla o quasi. Chi ha ricette per il tanto agognato cambiamento? Eppure quotidianamente viene sbandierato come propulsore, fine e meta agognata di politici e politicanti, guru e santoni, scienziati e pazzi. Anche i dittatori propongono il cambiamento, ovviamente l’unico vero e possibile.. Insomma tutti lo inseguono, quindi quello che abbiamo, il mondo dove viviamo, in buona sostanza non ci piace. Come? Il migliore dei mondi possibili?

Vi ricordate il famoso argomento di Leibniz? Ebbene non solo grazie all’illustre matematico filosofo

tale pietra miliare del pensiero umano ha trovato un suo meritatissimo posto tra i “dotti medici e sapienti” ma stranamente, e la cosa fa ridere, anni fa fu avallato con finezza da studio televisivo e di stile dallo stesso Giuliano Ferrara che lo tirò fuori in una di quelle interviste ispirate a cui di tanto in tanto questi mammasantissima dello spettacolo si sottopongono, proponendolo come assunto indiscutibile di cui tutti o quasi, non potremmo mai fare a meno. Uno dei santi dogma filosofici più incontrovertibili e direi refrattari, rivestimento bieco delle anime più tetre, alla base delle teorie liberiste più incalzanti e brillanti, comprese la variegata scia di neoqua e neolà; fonte inesauribile di colonialismi spinti e imperialismi spudorati; e ancora padre putativo di certa real politik.. Insomma na roba da censurare a scuola subito. Eppure il povero Leibniz pensava ad infiniti matematici, alla solita storia del male del mondo con questo Dio orologiaio che non si poteva sbagliare (perchè Dio non può sbagliare, che c’è di male?…)…

Adesso nessuno più lo cita, neanche per sbaglio, neanche per dire che il comunismo è morto…Che tempi! Eppure questo può essere difatti un buon segno. L’inizio forse, di qualcosa di nuovo che realmente si sta affacciando…anche se forse si sta andando a sbattere. E il nuovo non appare perchè non si vede, non c’è.. Se ne parla. Finchè c’è chiacchiera c’è speranza.. quindi a rigor di sillogismo, tutta la chicchiera è televisione – tutti i social sono chiacchiera- e finchè c’è televisione…c’è VESPA, ma non solo lui.. ecco il nuovo… Una verità sconvolgente… Ma io a questo punto, mi rifiuto

provo a chiudere gli occhi, dire OM ripensare al male nel mondo, sentirmi male, rialzarmi e fondare un partito politico… Troppo difficile… prendo la chitarra e canto..

Poi forse proverò a fondare un altro partito o magari la cosa più poetica che si possa fare.. vincere un premio che tutti vorrebbero perchè si è un grande poeta e non andarci..Che figata.. ma di questi c’è ne uno…

Please

Libero sarò – lui il pezzo l’ha capito da un pezzo – Zio Bob

About the author: piergiorgiomanue

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